La libertà è dire di no

In ogni storia ci sono gli altri. E questi altri spesso sono sconnessi alla mia radio interna, oppure io sono sconnesso alla loro che sembra la stessa cosa ma non lo è.

Le ingiustizia mi stanno sul cazzo, mi fanno rizzare i peli sulle braccia, mi scaldano e mi accendono rabbie. Le rabbie non mi servono e non le voglio, gli altri capita che me le muovano. Bene, ora è chiaro che posso decidere come farle fruttare ste cose, cogliervi la lezione e concentrarmi sul perché sento queste emozioni interne. Ho anch’io come tutti degli stereotipi e ci scivolo sopra, non voglio cadere quindi devo prendere misure in merito. Gli altri hanno i loro paradigmi, i loro punti di vista, vedono le loro opportunità e sarebbe semplice dire sempre di si, essere assertivi e passare oltre, sbattermene e fregarmene. Posso farlo? Potrei, non lo faccio, perché? Si vede che non lo faccio perché non voglio, sono affezionato alle mie luride e logore pseudo verità, affezionato al mio ego.

C’è un progetto che ho avuto in comune con altre persone. Una di queste persone mi sta meravigliosamente sul cazzo, ergo non ci voglio più avere a che fare. Tuttavia mi hanno ri – coinvolto, sono una parte attiva del progetto, ne sono un autore e di conseguenza la mi parola conta come la loro. Sono indeciso se fermare il progetto, lasciarlo nel limbo nel quale si trova o cercare (in me) un compromesso, un escamotage, una variabile facilitante per quelli che vogliono “portare a casa” a modo loro l’opera. Nel tuttavia possibile ( e ce ne sono tanti dei tuttavia) c’è un senso di ingiustizia, c’è la volontà da parte di uno degli autori di protagonismo, di vedersi importante, ha bisogno di vedersi finito. Qui cade l’asino, mi disturba questa da me presunta smania protagonale oppure mi vibra dentro una corda che non immaginavo avesse più motivo di suonare? Cercherò la corda, la accarezzerò dolcemente e manterrò la calma, senza scendere a patti con idee progettuali che non condivido esprimerò il mio personale punto di vista, ovvero io non ci sto. Ho voglia di urlarlo, di gridarlo, IO NON CI STO. Non so e non capisco questa mia voglia di urlare sta cosa, sto così bene tranquillo e quieto eppure poi arrivano gli altri e le carte si mischiano.

Sapete una cosa? La libertà è dire di no.

Senza dubbio alcuno.

Ciao

Ogni commento è gradito. Entra e condividi. Grazie