Cronache del terzo piano

Dal romanzo che sto scrivendo: "Cinque righe" Queste pagine raccontano quindici giorni passati al terzo piano di una clinica del personaggio del romanzo dopo una ricaduta nell’ uso di sostanze e nei suoi torbidi tormenti immerso in pozze di cemento bollente. Non possiedo quello che scrivo. Non possiedo parole, non possiedo pagine e non le pubblico perché siano esemplari. Le pubblico perché sono vere. Dentro ci sono medici, infermieri, pazienti, mousse alla frutta e sigarette alle quattro del mattino, sonni ritrovati, gruppi terapeutici, errori, pensieri inutili e qualche pensiero buono. Soprattutto c'è un uomo che prova a tornare a guardarsi allo specchio senza abbassare gli occhi.

Purgatorio

Alle sei del mattino inizia il caos: sveglia odiata, umore soffocante e una notte senza sonno. Tra caffè e sigarette, mi preparo per il Purgatorio, con una dose di stress e un amico fidato. Arrivato a Bologna, mi sento pronto a affrontare il mio debito e accogliere la libertà. Grazie a tutti, anche a chi facendomi del male mi ha fatto del bene.

Guarda la foto e scrivi (seconda parte)

La stanza è piena di luce filtrata dalla tapparella abbassata, una luce che non perdona: mette in risalto ogni dettaglio, ogni ombra, ogni imperfezione. Eppure è perfetta così. Sento il suo odore, quello vero, quello che non si compra e non si imita. È un odore che dice “sono qui”, che dice “non torno indietro”.

Nove dicembre millenovecento ottantaquattro

100 desideri non valgono un intento, il cuore dell' intento è la chiave possibile per la libertà. Viviamo in comodato d'uso e ce ne dimentichiamo con molta superficialità

Sub – lime

Un epistolario intriso di desiderio e introspezione, dove l’autore confessa la sua incapacità di amarsi mentre si perde nell’immagine di un amore idealizzato. Tra dolci gesti e dubbi stritola il presente, rivelando la fuga dalla propria realtà. La lotta contro sé stesso è il vero protagonista di questa storia d'amore.