


Sono le quattro e 35. Ero dentro Tumblr. Non dormo quasi più, cioè dormo molto poco ma chi se ne frega. So il perché, comanda il corpo che accumula adrenalina e non me la meno più di tanto.
Ogni tanto passo di lì su Tumblr e scribacchio, navigo; cerco immagini espansive, emozionanti e di bei corpi femminili. Le rotondità mi attraggono ma non è solo una roba di sesso e cazzo duro, macché, sono le burrose morbidezze che mi ingriffano, le foto dove appaiono imperfezioni non mascherate volendolo fare. Il buio e la notte sono a me cari. la gattina è arrampicata su una mensola di uno sgabuzzino e cova, impasta, osserva con i suoi grandi occhi il ticchettare tastierico. non so poi fino a che punto sia veramente interessata a quel cazzo che faccio, ha i suoi parametri e non ho nessuna intenzione di umanizzarla, gatta è gatta rimane, gattina pardon, è di taglia piccola. Ho in progetto un romanzo di cui ho già buttato giù cose, storie, per lo più pensate e rese reali, per ora, ho già il finale, ho l incipit (ma non mi soddisfa) e altro in qua e in là. Ora sono qui invece di scrivere lì, sono questo, sono così. Un mese e mezzo fa avevo un anno in meno e ora mi sembra di averne cinque in più.
Parliamo un po’ di paure vi va?
- Paura del rifiuto
La prendiamo per prima, con il dovuto porvi attenzione si apre un vaso grande come diversi universi, è vabbè.
- Paura del fallimento
Ahia, zona dangerous, c’è da farsi male. Seriamente; è una paura che sta bene conseguente a quella prima, gigantesca masturbazione mentale se applicata come si deve è fonte di disagi antropospirituale che scansati.
- Paura del futuro
Molto diffusa, così pare e ora pare proprio più che mai. Facile attribuirne le colpe a governanti merdosi tuttavia; il tuttavia in gioco è che quasi più nessuno (me compreso) va a votare. quindi vincono e vinceranno sempre loro. Paura delle violenze, dei diritti violati alla luce del sole, paura di un america che con tuttiiiiiiiiiiiiiii i dovuti distinguo manteneva un qualche tipo di ordine e ordinamento. Ora c’è il red idiot a invadere e sbragonare per avere i giocattoli che da bimbo gli anno negato.
- Ultima ma non in ordine di importanza è la paura della morte.
E’ assurdo, dovrebbe essere assurdo avere paura di una cosa che non conosciamo eppure. La paura della morte; la si potrebbe definire la paura di lasciare ciò che a noi ci è noto.
Non succede che commentiate ma se succede potremmo divertirci a scoprire dove andiamo a finire e in che guai ci cacciamo.
Grazie.
Tiziano G.
Ciao Tiziano, personalmente preferisco la notte al giorno, se non dovessi adattarmi al ritmo sociale resterei sveglio la notte e dormirei di giorno. Non per nulla in passato ho valutato più volte di cambiare lavoro e diventare panettiere. La notte è tranquilla e offre tanto spazio per poter riflettere.
Io non ho paura della morte. Mi sono confrontato con molte persone a riguardo e per quanto non abbia trovato nessuno che condividesse il mio pensiero lo condividerò ugualmente con te. Per me la morte è un passaggio intermedio della vita, come la nascita, con molta probabilità c’è qualcosa dopo. Almeno a livello energetico non ho dubbi a riguardo! Non puoi buttare l’energia nel pattume. Mi riferisco all’energia che si studia in fisica, non a quell’energia che raggruppa persone che seguono filosofie new age. Quindi so che almeno a livello energetico esisterò per sempre. Non sono in grado di dirti cosa succede alla coscienza, al fatto di sapere di esistere, di essere presenti, di essere in grado di percepire l’ambiente circostante come un qualcosa di concreto, di elaborare gli eventuali input che il mondo ci offre.
Mi sono dilungato! Penso di essere l’unico che non ha la minima intenzione di morire nel sonno, voglio morire ad occhi aperti, rendermi conto di quello che sta succedendo. Non sono un masochista ma ritengo che la morte, come tutte le cose che si affrontano la prima volta nella vita (la prima guida, il primo viaggio da solo), mi insegnerà molto, mi regalerà un’esperienza di cui mi arricchirò e che mi tornerà utile nel passaggio successivo. Potrei anche morire dormendo ma…hai mai visto qualcuno che apprende qualcosa di utile nel sonno? Secondo me è molto meglio farsi trovare dalla morte con gli occhi aperti, farsi trovare dalla notte con gli occhi aperti. La morte e la notte, la notte e la morte, forse una anticipa o segue l’altra, come il sole e la luna.
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Ciao Leonardo, grazie del tuo articolato commento. Ho riletto più volte le tue parole. Come te nemmeno io ho paura della morte, anzi, sto diventandone certo che sarà il momento più bello della vita. Ho sfidato la “morte” (il virgolettato le è dovuto) molte volte, in parecchie situazioni di devastazione psico fisica e sociale in cui mi pareva una buona opzione, ragionevole diciamo. Invece no. Sono qui a ticchettare e si vede che così doveva andare, finora. Mi interessano le paure come concetto. La paura biologica è sana, se incontro una tigre con i cuccioli nella giungla ho paura! la paura biologica riguarda la reazione automatica del corpo a essa. Il corpo, secondo me ha la sua mente, non diciamo al cuore di battere e agli organi di stare sincronizzati, il corpo se ne frega – fino a un certo punto – di noi. Poi come un mio amico che ora è altrove e decise di lasciare questa terra, si tagliò la gola allo specchio, come hai scritto tu la voleva vedere, la voleva sentire arrivare. Ho sfidato la “morte” tentando di togliermi “la vita” ma non è andata a buon fine (?!?). Le paure non biologiche paralizzano tuttavia in adolescenza la si cerca la paura non biologica per goderne le sensazioni che offre. La paura del rifiuto è sottovalutata ma è determine di molti blocchi antropospirituali di persone che vedo intorno a me, non ne sono immune, anche io ho paura del rifiuto e a volte mi nego storie e relazioni per questo. Il fallimento andrebbe celebrato come una festa eppure molti ne hanno spavento. La paura del futuro, mah. Il termine pre – occupazione scorre molte volte nelle persone con le quali parlo o chiacchiero: <sono preoccupato per la mia salute>, <sono preoccupata per mio nipote>, <sono preoccupata per le spese economiche del mese prossimo> e così via. Una degli atteggiamenti più inutili dell’ essere umano occidentale è la pre – occupazione. Come vedi se utilizziamo la rete, i blog e i siti come luoghi di libera circolazione di pensieri, parole, opinioni possiamo arricchirci e divertirci, un bel po’. Grazie di essere passato di qua e avere commentato. Il fondatore del Movimento dell’ età dell’ oro, Sri Amma Bhagavan (ti metto un link europeo se vuoi dare un occhiata: Sri Amma Bhagavan – Golden Age Europe) a cui sono iscritto e partecipo al programma degli 81000 Deeksha Yagna afferma concetti interessanti. Alla partecipazione al primo Corso di un giorno nella seconda slide c’era questa frase: “tutto in maniera dipendente nasce, tutto in maniera dipendente muore”. Se non avessi scritto questo post tu non avresti commentato e io non avrei risposto. Ogni scelta che compiamo genera conseguenze. Anche fare visita al tuo “Favoloso mondo di Leo” è una scelta, i contenuti e ciò che offri è di grande valore. Il concetto di offerta è di per se straordinario, arrivo a scrivere che offrire potrebbe essere uno dei contrari di paura. Ciao e ancora grazie. Tiziano G.
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Ciao Tiziano, stiamo affrontando degli argomenti così interessanti e complessi che potrebbero non trovare mai una fine. Alcune volte mi piace distaccarmi dal pensiero che dopo la vita non ci sia il tanto atteso paradiso ma immagino che ci sia qualcosa di così terrificante che la mente umana non è nemmeno in grado di immaginare. Da questa prospettiva capisci che le piccole cose che diamo per scontato tutti i giorni, anche la vita stessa, merita più attenzioni da parte nostra, merita di essere vissuta col sorriso, con allegria, con semplicità, con le stesse emozioni che può provare un bambino mentre osserva la prima nevicata della sua vita, con la mente priva di pensieri, il caldo tepore di un termosifone e la sicurezza di avere i genitori accanto che penseranno a tutto il resto. Mi dispiace molto per quello che hai vissuto e mi ci ritrovo perfettamente. Ad ogni modo questo pensiero ogni tanto mi aiuta a valorizzare la vita e a capire che ho un grandissimo privilegio a poter dire “io esisto”. Al tempo stesso sposo il tuo pensiero che la morte probabilmente è un qualcosa di accogliente, semplice e profondo, qualcosa di infinito. Anche io ho sfiorato diverse volte la morte e non ci avrei scommesso nemmeno un centesimo che sarei arrivato fino a qui, fino a 41 anni. Forse è anche questo che consente ad entrambi di non aver paura della signora con la falce. Non ho paura della morte ma ho il massimo rispetto nei confronti della vita, per me è un grandissimo privilegio anche essere qua a poter dialogare con te. Mi piace molto la tua frase “Il fallimento andrebbe celebrato come una festa”. Il fallimento è un impulso per potersi migliorare, per capire cosa non ha funzionato, cosa abbiamo sbagliato, serve per capire quello che dobbiamo fare o che non dobbiamo fare. Senza il fallimento non avrei imparato tantissime cose e non sarei quello che sono adesso. Paura del futuro? Se la avessi sarei senz’altro una persona che vive la vita passivamente. Sono del parere che il futuro che avrò è quello che mi sto creando. Non ho mai creduto al destino, se esistesse starei tutto il giorno sul divano ad aspettare passivamente che la vita mi doni e mi privi di qualcosa. Penso che quello che succede ogni istante sia solo un evento casuale che è nato dalla collisione di altri eventi casuali, sta a noi decidere se affrontare le varie situazioni con visione ottimistica o meno, se imparare o ignorare, se condividere o meno. Un’altro aspetto importante è anche ricordarsi che in ogni istante di tempo possiamo fare ed essere ciò che vogliamo. Perchè continuare a seguire sempre gli stessi schemi? Perchè pensare di non riuscire ad arrivare ad un certo obiettivo per quanto questo possa essere ambizioso?
Potresti non condividere tutto quello che ho scritto ma non è un problema, la cosa bella è stata condividere con te la visione della vita e della morte, la visione della notte, delle paure e di molto altro. Pensare che è partito tutto da una notte insonne in compagnia di una gattina. Vedo in te tanta bellezza e sono certo che puoi regalare al mondo tantissimi insegnamenti e condividere esperienze che sono senza ombra di dubbio uno spunto di riflessione.
Ti auguro una bellissima serata.
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Ciao Leonardo, grazie per il tempo investito a scrivere. Ho letto con cura e mi permetto di risponderti condividendo l’ incipit di un libro che ho amato e che amo molto, lo trovo perfettamente in linea con la discussione in atto. Rinnovo la stima che nutro nei tuoi riguardi. Grazie
– Voltati. Vedrai una compagna che ti segue costantemente. In mancanza di un nome migliore, chiamala Morte. È la tua Morte. Puoi averne paura, oppure servirtene a tuo vantaggio. Sta a te la scelta. Poiché la morte non finisce mai di riproporsi, e la vita è di una brevità che toglie il fiato, domandati: «Dovrei forse evitare di fare le cose che voglio veramente fare?» «Dovrei forse vivere la mia vita come vogliono gli altri?» «È importante accumulare cose?» «La vita è veramente tutta un rinvio?». Le probabilità sono che le tue risposte si riassumano in poche parole: Vivere… Essere… Godere… Amare. Puoi temere la morte, inutilmente, senza alcun frutto; oppure puoi servirtene per aiutarti a imparare a vivere bene.
La prossima volta che devi decidere se prenderti carico di te stesso o meno, se fare o meno la tua scelta, poniti questa importante domanda: «Quanto manca alla mia morte?». Con questa continua prospettiva, puoi ora compiere la tua scelta e lasciare a quelli che non muoiono mai i crucci, i timori, il dubbio se te la puoi permettere o meno, e il senso di colpa. Se non fai questo passo, puoi prevedere di vivere la tua intera vita come gli altri dicono che devi viverla. Ma se il tuo soggiorno sulla terra è così breve, fa che almeno sia piacevole. In una parola, è la tua vita; falla come tu la vuoi. –
Dyer, Wayne W.. Le vostre zone erronee. RIZZOLI LIBRI. Edizione del Kindle.
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