Il mio Presidente

545 parole

Questo non è un coccodrillo. Odio i coccodrilli. Tutta retorica, no, non lo è.

Sta morendo. Tutti stiamo morendo, moriamo in continuazione ma qualcuno è più vicino – apparentemente – alla grande luce di altri. Lui, il mio Presidente è pronto per il grande salto. Stasera lo sono andato a trovare in ospedale e salutandolo, dicendogli quanto bene gli voglio ho avuto la sensazione fosse l’ ultima volta, almeno in questo strano posto che chiamiamo realtà (realtà?!?).

Lui è il mio Presidente. Ci frequentiamo da 8 anni, ogni settimana almeno due ore, abbiamo fatto viaggi molto interessanti, tutti al pc e con la nostra fantasia. L’ ho contagiato con la mia allegria (di allora), la mia voglia di vivere (di allora) e la mia voglia di scoprire, di scavare, di cercare (di allora).

Abbiamo imbastito progetti, abbiamo offerto servizi di qualità nella assoluta gratuità.

Mi aveva dato mandato di insegnare gratuitamente a fare lo spid a chi ne aveva bisogno nel 2019, quando lo spid ce l’avevano ancora in pochi. Abbiamo aiutato decine di persone e famiglie a divincolarsi nella burocrazia digitale, con grazia e gentilezza consapevoli che la digitalizzazione è inarrestabile e che l’unico modo per conviverci è andarci incontro non “contro”.

Mi aveva dato il mandato di ricondizionare vecchi portatili dismessi magari da professionisti e/o privati che cambiavano pc. Li prendevo, li formattavo, reinstallavo nuovi sistemi operativi (Linux per lo più perché con i pc datati funziona ancora molto bene) e li regalavamo a persone e famiglie in difficoltà che non potevano permettersi di comprarne dei nuovi. Si, vi do questa notizia, ci sono a Imola, al giorno d’oggi famiglie che hanno difficoltà economiche più di quel che si veda, hanno bisogno di tante cose e avere un pc funzionante in casa, per i loro figli o bambini è un miglioramento di qualità della vita. Fornivamo questi pc di proprietà dell’ Associazione che lui presiedeva in comodato d’uso gratuito a vita.

Una volta non sono potuto andare a un appuntamento settimanale che avevamo in programma. La sera tardi mi arriva un e-mail, da lui.

Mi scriveva di come aveva sentito la mia mancanza, la mia risata e la mia allegria a suo dire contagiosa. Sapeva scrivere bene il mio Pres. Era un uomo colto e determinato, ha una qualità che così grande non avevo mai conosciuto prima di lui, è un uomo generoso. Un uomo che elargisce generosamente la fiducia che ripone nelle persone con le quali ha a che fare e che riconosce di spessore, profonde, vere. E’ l’ uomo più generoso che conosca.

Gli ho chiesto di adottarmi come figlio, avevo bisogno di un padre e lui lo è per me. Il mio Padre Presidente.

Prima di uscire dall’ ospedale ho fatto una sosta nella chiesa dell ‘ Istituto. Ero solo nell’ambiente, di fronte all’altare mi sono seduto alla sinistra. Ho chiuso gli occhi e ho pregato. Ho pregato che finisca presto, che smetta di soffrire e che i suoi occhi vispi, scuri e dolci si chiudano esalando l’ultimo respiro. Sia fatto il volere di Dio. Ho pregato di prenderlo tra le sue mani e decidere per lui.

Ero commosso, ero felice. Ero puro amore.

Ti voglio bene Pres.

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