Scrivo per salvarmi, scrivo per non soffocare, scrivo per alleviare, scrivo per liberare, scrivo la sofferenza.
Vediamo se succede, ancora una volta. E’ capitato e forse succederà di nuovo. La scrittura è mia amica, con lei sto bene di lei mi fido. Le parole sono solo codici ma se assemblate diventano frasi, concetti espressi; straordinaria forma di comunicazione la scrittura. Mi ha aiutato negli ultimi vent’anni; prima scrivevo diari, poi blog che aprivo e chiudevo, aprivo blog e li chiudevo, tagliavo, eliminavo, cancellavo. Mi ricordo i nomi dei blog, tutti sulla piattaforma blogger blogspot: il primo aveva il mio nome e ci sta, ero agli albori di internet, il secondo si chiamava Cuori liquidi, poi un altro Strane scene nella miniera d’ oro e l’ ultimo, quello che più ho amato, odiato, quello in cui riversai i miei più ancestrali dolori antropospirituali., il blog a cui voglio più bene e quello che mi ha straziato l’anima cancellandolo: Per sempre non esiste. Di questi blog non ne conservo traccia, non ho mai fatto un back up e me ne sono liberato. Ho fatto bene. Le parole sono solo parole ma la scrittura ha un altra valenza, è arte, amore, bellezza, dolore e pazzia. E’ la scrittura.
Ho il senso del soffoco, il peso sul cuore.
L’ umanità si libererà dalla sofferenza? Non lo so, che ruolo ho nel liberare l’ umanità dalla sofferenza? Ho un ruolo, si che ce l ho. Libero me stesso dalla sofferenza. Lo faccio quotidianamente, ogni mattino che apro gli occhi fino al momento di chiuderli sono libero, esercito la libertà che mi è stata concessa dalla schiavitù nella quale mi sono trovato. Grazie schiavitù, ben arrivata libertà.
Ogni giorno scelgo di essere libero.
Ogni giorno scelgo di essere libero.
Ogni giorno scelgo di essere libero.
Sono fragile e vulnerabile, sono una persona intelligente e sensibile (la goduria delle autodefinizioni che bel giochino da lisciarsi il pennello), sono quello che sono e va bene così.
Scrivere è sentirsi meglio, alleggerisce, con un click poi si lancia tutto on line e allora questa leggerezza diventa universale.
Vedo la mente operare, non la mia mente, la mente di tutti. Vedo persone cercare risposte a disagi di origine irrazionale con la mente, che non può risolvere altro che se stessa illudendo, mente – ndo, non può fare altro. Lascio andare, lasciare è un verbo molto bello e importante, rilasciare pure è ottimo. Arrendersi in tempo di pace potrebbe essere la soluzione, scriveva il mio amico Max Franti come sottotitolo del suo libro: La resa. E’ un ottima frase.
La resa è (forse) la cosa più bella chi mi sia capitata in 59 anni.
Eppure arrivano comunque i sensi di soffoco e hanno il loro perché. Li osservo e ne faccio esperienza, grazie sensi del soffoco, siete miei amici, vi conosco bene e siamo insieme da che ne ho memoria, benvenuti, anzi ben tornati.
Voglio bene a certe persone, voglio bene loro e proprio per questo li lascio; lasciarli è benefico per loro, lascio loro la libertà. Li lascio liberi di sbagliare. C’è libertà negli “sbagli”? Discutere sul concetto di sbaglio è interessante. Gli sbagli sono frutto di scelte, anzi gli sbagli stessi sono scelte e chi lo dice che sono sbagli? Chi è che decide chi, decide cosa, decide siano sbagli? Sono scelte, fatte in tempo presente, ogni scelte crea conseguenze, è un fatto che sarebbe opportuno accettare. Non accettarlo fa diventare le scelte sbagli. Sbagliare è bellissimo, andare incontro agli sbagli è benefico, farne esperienza più possibile è una figata invece no, si perde un enorme quantità di energie a considerare scelte come sbagli. Non sono gli sbagli le perdite di tempo ed energie, scegliere di chiamarli sbagli è una perdita di tempo.
Siccome la vita è di una brevità da togliere il fiato scelgo di scrivere, scelgo di liberare, scelgo di respirare.
Tz
Voltati. Vedrai una compagna che ti segue costantemente. In mancanza di un nome migliore, chiamala Morte. È la tua Morte. Puoi averne paura, oppure servirtene a tuo vantaggio. Sta a te la scelta.
Dyer, Wayne W. Le vostre zone erronee. RIZZOLI LIBRI. Edizione del Kindle.

Riflessioni molto profonde e anche condivisibili.
Scrivere poi è molte cose, il significato glielo diamo noi quando lasciamo scorrere parole su un blog.
C’è tanta vita nello scrivere, c’è tanta comunicazione, non è un esercizio sterile, è il nostro racconto.
Grazie e buona giornata.
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Ciao gattapazza, dai tempi delle pitture nelle caverne, scrivere è “umano”. grazie del commento
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Grazie a te .
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Tiziano, scrivi molto bene e detto da una attenta lettrice-scrittrice è un buon complimento.
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Ciao L.
grazie del commento.
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