Dal romanzo che sto scrivendo: "Cinque righe" Queste pagine raccontano quindici giorni passati al terzo piano di una clinica del personaggio del romanzo dopo una ricaduta nell’ uso di sostanze e nei suoi torbidi tormenti immerso in pozze di cemento bollente. Non possiedo quello che scrivo. Non possiedo parole, non possiedo pagine e non le pubblico perché siano esemplari. Le pubblico perché sono vere. Dentro ci sono medici, infermieri, pazienti, mousse alla frutta e sigarette alle quattro del mattino, sonni ritrovati, gruppi terapeutici, errori, pensieri inutili e qualche pensiero buono. Soprattutto c'è un uomo che prova a tornare a guardarsi allo specchio senza abbassare gli occhi.