Dal romanzo che sto scrivendo: “Cinque righe”.

Queste pagine raccontano quindici giorni passati al terzo piano di una clinica del personaggio del romanzo dopo una ricaduta nell’ uso di sostanze e nei suoi tormenti immerso in pozze di cemento bollente.
Non possiedo quello che scrivo. Non possiedo parole, non possiedo pagine e non le pubblico perché siano esemplari. Le pubblico perché sono vere. Dentro ci sono medici, infermieri, pazienti, mousse alla frutta e sigarette alle quattro del mattino, sonni ritrovati, gruppi terapeutici, errori, pensieri inutili e qualche pensiero buono.
Soprattutto c’è un uomo che prova a tornare a guardarsi allo specchio senza abbassare gli occhi.
Da qualche parte, tra il 2010 e il 2015. Siamo in Inverno.
- 20 novembre
Arrivo in clinica ore 15: 00
Ricovero sulle 16: 30
Dopo le formalità e i controlli personali sul vestiario considerato pericoloso e materiale vario tipo lamette cavi e fili e altro mi viene assegnata la stanza.
Faccio sulle 18: 00 il colloquio di entrata con la dott. Ssa Marinelli, mi fa domande specifiche sul perché del ricovero, chiede a quando risale l’ultimo consumo di sostanze stupefacenti e mi comunica che verificheranno con un controllo urine la mattina seguente. Ho bisogno di parlare e mi sento angosciato. Il pianto (consueto, viene facile) sale in gola. Inizio a rendermi conto dove mi trovo. Lei mette in terapia delle gocce di Valium mattina e sera e il Depakin 500 crono 3 volte al giorno più un Garbabentin da 300 alla sera (la terapia che il dott. Carlo Gustavo mi aveva segnato in precedenza) e lo Stilnox alla sera prima di andare a dormire. Le comunico del ricovero di dodici anni prima e che vorrei frequentare gruppi terapeutici nella struttura, utilizzare forme di psicoterapia sia di gruppo che personali, il più possibile. Mi prenota un appuntamento con il Dott. Misura che si occupa di queste cose il giorno dopo.
Mi addormento sulle 22 e 30 e mi sveglio alle 4: 00
- 21 novembre
Rivedo la Dott. Ssa Marinelli in mattinata per un colloquio breve ma esplorativo. Mi chiede come ho riposato e se mi trovo bene in camera. Mi da l’abilitazione a frequentare il circolo ricreativo della struttura negli orari precisi. Mi sale ancora un po’ di pianto in gola e le dico sono io, sono così, emoziono e fluisco, senza ritegno, scopro a me stesso le carte, i miei assurdi bluff; tanto per cambiare mi autodefinisco, tanto per cambiare mi mando a fan culo, nessuna novità. Mi chiede se il Valium mi ha dato effetti. Le dico che alla prima assunzione ne ho sentito benessere. Mi dice che lo toglieranno appena possibile (forse era meglio se stavo zitto). Poi mi consiglia un antidepressivo, mi dice il nome e dice che secondo lei potrebbe funzionare per facilitare la perdita di angoscia. Le dico che va bene. Mattina e sera mi pare. Non sono lucido, ascolto la Dottoressa e le sue parole arrivano come da dentro una caverna, la voce arriva lontana, faccio quello che posso e non me la meno. Sto male. A pezzi.
Vedo il Dott. Misura alle 15: 00 e facciamo un colloquio personale. Ho voglia di parlare ma sono sempre precipitoso e allora non riesco a concentrami sul presente e i problemi contingenti. Lui fa il suo mestiere; mi inserisce in gruppi psicoterapeutici condotti da lui e un’altra dottoressa del ciclo di cinque o sei sedute circa composti da sei sette persone. Mi sembra di un ora. Mi comunica che potrò utilizzare le terapie occupazionali della struttura e che faremo anche dei colloqui personali.
Il primo gruppo sarà il 26 novembre alle 10:00
- 22 novembre
E’ venuta mia figlia a portarmi delle monete per i distributori automatici alle 14 e 30. Gli ho dato delle istruzioni su alcuni compiti che deve svolgere in mia assenza fino a lunedì 25 alle 11 quando la chiamerò perché credo dovremo vederci, sempre nel pomeriggio del 25
Ho dormito bene e a lungo. Nient’altro da segnalare.
- 23 novembre
Non ho preso loStilnox perché mi sono addormentato naturalmente dopo il passaggio della terapia della notte. A parte questo nulla da segnalare.
- 24 novembre
Anche stasera non ho preso lo Stilnox perché mi sono addormentato naturalmente dopo il passaggio della terapia della notte. A parte questo nulla da segnalare.
- 25 novembre
Alla mattina l’infermiera della terapia di turno ha segnalato e chiesto se non avevo preso lo Stilnox. Ha detto che lo mette al bisogno quindi, cioè se una sera non riesco a prendere sonno o manifesto qualche tipo di problema posso richiederlo.
E’ passata in visita generale la Dott. Ssa Marinelli e ha chiesto delle mie condizioni fisiche. Le ho comunicato che riesco a riposare abbastanza bene, sento rilassatezza muscolare e ai nervi, tendini ecc. Mi ha chiesto se ho percepito disturbi con l’assunzione del anti depressivo. Le ho detto che ieri sono andato diverse volte al bagno ma non in maniera molto disturbante. Ha detto che è stato probabilmente il farmaco che ho assunto.
Ho visto il medico internista che mi fatto una visita medica di routine e ho chiesto lui dei miei esami che ha detto vanno bene. Il fegato appare un poco ingrossato ma i valori sono buoni. Ho chiesto quindi se posso frequentare la palestra nella mezz’ora serale. Ha dato il suo parere favorevole. Cosa che farò stasera (ora sono le 15:34).
- 26 novembre
Anche stanotte non ho preso lo Stilnox e mi sono addormentato sulle 22: 00 e ho riposato lungo fino alle 6: 20, una dormita buona e non interrotta. Mi permetto di segnalare al Dott. Carlo Gustavo che (forse) lo Stilnox favoriva qualche sveglia notturna. Lo prendo da tanti anni e dopo che iniziai a prenderlo effettivamente ho avuto sempre questo stile di dormire del cazzo. Un dormire chimico e denso come la melassa. E’ servito allo scopo, ora metto in dubbio servirà ancora. E’ chiaro che l’ambiente nel quale mi trovo favorisce un riposare di un certo modo e sicuramente lo stile di vita qui è di un tipo particolare. Tuttavia mi permetto di segnarlo. Se servirà o no lo deciderà il Dottore.
Alle 10: 00 ho fatto il primo gruppo psicoterapeutico sul uso e abuso di sostanze. Condotto dallo psicologo della struttura, il Dott. Misura. Il gruppo di circa 45 minuti ha iniziato un lavoro. Mi sono trovato bene e soprattutto le tecniche e le domande dello psicologo mi hanno già facilitato, ad esempio, la presa di coscienza di alcune cose che sapevo ma dicendole hanno preso corpo.
La Dott. Ssa Marinelli dovrebbe apporre il permesso di frequentare il gruppo palestra alla sera alle 16 e 15 escluso i festivi.
Alle 19: 00 circa ho visto la Dott. Ssa per un colloquio; mi ha chiesto come mi trovo e come mi sento. Le ho detto del buon esito del gruppo di stamattina e della visita della figlia oggi alle 14 e 30; mi ha portato delle cose da vestire, da fumare e qualche soldo in moneta per i distributori automatici. Mi ha fatto piacere vederla e la sua brevissima visita ha comunque confermato a me stesso che sto facendo la scelta giusta. Mi ha detto che la madre è abbastanza serena. Mia figlia ha risolto (dietro mio ordine) situazioni pratiche e economiche che altrimenti avrei dovuto fare io. Nuove esperienze che lei ha portato a termine. Tutto questo ha reso piacevole lo sviluppo della giornata fino a ora (20: 55). Ho appetito e mangio ai pasti regolarmente e di gusto. Non mi sento ingrassato ne dimagrito. La Dott. Ssa ha dato il suo consenso per il gruppo della palestra che inizierò presumibilmente domani pomeriggio alle 16: 15
- 27 novembre
Anche stanotte un sonno relativamente buono. Mi sono svegliato in un sogno alle 3: 38 poi dopo una mousse alla frutta, quattro o cinque sigarette in sala fumatori e una chiacchierata sulle donne e i loro comportamenti con Luciano, un compagno di reparto sono tornato in stanza. Luciano è un tipo sgamato, un bel po’. Non ci pensa nemmeno a smettere di farsi, viene qui ogni tanto tre, quattro settimane a darsi una ripulita per ricominciare a farsi meglio dopo. La sua droga preferita è la coca, sniffa, la basa per fumarla ma non disdegna farsela anche in vena, però poco – dice – perché la coca in vena ti strappa l’anima, ti fa diventare un mostro. Un po’ di eroina quando si è fatto troppa coca per calmarsi. Ha i capelli lunghi neri, sembra un nativo americano. Una faccia delineata, marcata, un profilo tagliente. Si veste sempre con tute acriliche di marca, molto cool. Si fa chiamare – come me – in filo diffusione solo per nome perché non vuole far sentire il suo cognome. Spacciava grosso e rispaccerà grosso quando esce. Un marchigiano. Ci siamo beccati bene subito fin dal secondo giorno. Luciano è pericoloso, sempre guardingo – anche nella prossemica – emana rispetto, non parla con tutti e nessuno parla con lui a meno che lui non voglia. Sono codici comportamentali che vengono da soli. Ha una moglie sui trenta, castana capelli lunghi, alta e magra, silenziosa. Gran bella tipa; lei non si fa ovviamente e quando la domenica lo viene a trovare stanno sempre molto vicini. Ha una Volvo blu diplomatico. La teoria di Luciano è che con una macchina così gli sbirri non ti fermano; per il colore. E’ un messaggio subliminale per le forze dell’ ordine, le famose macchine blu. Non so come mai mi abbia messo nella sua cerchia, sono cose chimiche che non hanno una spiegazione, in realtà nei tempi andati ho sempre avuto un buon rapporto con certi tipi. Mi lasciavano le pistole nascoste a casa per dire, evidentemente ispiro fiducia e cose così. Mangiamo insieme a tavola, con un giovane milanese di una famiglia mafiosa, è in clinica a scontare una pena piuttosto lunga, tramutata dal carcere e un perugino che non apre bocca se non per mangiare e non parla mai. A Luciano piace molto.
Ho letto cinque pagine di un libro e mi sono riaddormentato fino all’arrivo della terapia. Alle nove ho avuto un colloquio con il Dott. Misura di una mezz’ora circa e mi ha inserito in un gruppo dal nome Mindfulness, che ho fatto per la prima volta oggi alle 14:45, interessante e con buoni risultati direi. Stamattina con il Doc ho compilato la scheda da portare al gruppo di domani. Ho chiesto un minuto alla mia Dott. Ssa referente per chiedere se posso utilizzare la linea ADSL Wi-fi della struttura visto che il pc tra un attività e l’altra mi serve per scrivere e leggere le notizie e curiosare nella rete, ma soprattutto per scrivere nei miei blog e on line dove condivido le mie cose (formali), per vedere video e ascoltare musica e altro. So che c’è una procedura da fare e intendo chiedere il permesso.
- 28 novembre
Sono uscito da solo con il pc portatile in portineria per farlo registrare e quindi accedere gratuitamente alla rete della struttura. Lo segnalo in quanto è stata la mia prima uscita “ufficiale” da solo dal reparto uomini del terzo piano. Sono contento anche perché la possibilità di scrivere navigare leggere e ascoltare musica in cuffia con il pc in camera mi rilassa e mi occupa una parte di tempo libero (quello in cui ho il cavetto della corrente a disposizione) mentre il tempo restante – a parte le attività psicoterapeutiche personali e di gruppo che ho iniziato – mi lascia possibilità di leggere, guardare un po’ di TV, socializzare con gli altri e giocare a ramino con Luciano e il milanese. A parte mia figlia, per scelta, non ho parlato con nessuno per telefono. I pensieri relativi alla relazione extraconiugale che sicuramente mi ha dato problemi di vario tipo sono ora molto più chiari. Non ho fatto ancora nessuna scelta precisa tuttavia non sento questa persona al telefono dalla sera del ricovero e non le ho più scritto messaggi da sabato sera 23 novembre. Lei mi ha mandato sei messaggi di diverso tipo. In un paio c’era la domanda come stai alla quale ho scelto di non rispondere. Devo riflettere e scegliere cosa fare. Preferisco non avere alcun tipo di relazione ora, e anche se forse potrei risponderle preferisco non farlo perché già mandarle un sms anche banale mi provoca immediate aspettative, di risposta o altro. Ho capito il perché della mia gelosia e non va bene, soprattutto mi abbassa in maniera potente e decisa l’autostima. E io ora so che con l’autostima non posso giocare, rischio troppo. Il venire in questa struttura mi ha già portato a queste considerazioni, che sento non so fino a che punto valide e verosimili, c’è sicuramente anche molto molto altro. Proprio per questo motivo mi attiverò immediatamente all’uscita dalla struttura per decidere con il Carlo Gustavo una psicoterapia personale appropriata. So che ad esempio il gruppo SOCAI ha tra le proprie coop. Sociali staff di psicoterapeuti che lavorano e fatturano in base all’ equivalente isee del cliente. Potrebbe essere una strada e naturalmente ce ne saranno altre. Mi chiarirò con il mio strizza cervelli anche e soprattutto da questo punto di vista. Sono stanco di mentire e di mostrare ciò che non sono. Scimmiottare dei modelli di riferimento rischia di farmi pagare un prezzo troppo alto. E nelle relazioni con le donne tutto questo è determinante. Vorrei capire e comprendermi. Per migliorare di nuovo se non in maniera definitiva la mia qualità della vita e smettere di farmi per avere risposte alla mia inevitabile bassa autostima.
Questa cazzata del soffrire una bassa autostima cozza pesantemente con certe relazioni, anche attuali. I miei soci di carte e di tavola mi stimano e stiamo allineati. Se fossi veramente lo stronzo che mi considero non sarebbe possibile. Sono il miglior rompicoglioni di me stesso, è un fatto certo. The King of seghe mentali. Mah.
Alle 10: 30 avrò il secondo appuntamento con il gruppo sull’uso e abuso di sostanze condotto dal Dott. Misura.
Il gruppo è andato molto bene. Mi è stato utile scoprire e “vedere” come la mente elabora e opera in determinate situazioni. Lo psicologo è chiaro e spiega in maniera semplice e efficace. Fa tante domande che aiutano noi (e quindi anche io) a trovare nella verità della risposta nel perché delle cose o di certe cose. Bene. Prossimo gruppo inizio prossima settimana. Alle persone che frequentano il gruppo con me gli do non più di due settimane, tenendomi largo, due settimana al massimo e saranno di nuovo fatti e strafatti. Non ci sono cazzi, è così, lo vedo, non posso non vederlo e so che succederà. Le droghe sono una merda ma a noi è una merda che ci piace. Funziona così.
In serata a fine cena ero rimasto un attimo solo al tavolo, i miei tre compagni erano già usciti e pensavo. Un infermiera (si chiama Anja, è russa, caschetto nero e occhi azzurri come il mare artico) mi ha “letto” negli occhi il pensiero che mi stava facendo male e mi ha chiesto se andava tutto bene. La stanza si stava svuotando allora si è seduta al mio tavolo e mi ha ascoltato una decina di minuti. Con efficacia e empatia abbiamo creato un filo, lei capiva e io mi sentivo compreso. La professionalità del personale mi è parsa sempre elevata in struttura da quando sono qui, parlo di tutto il personale, medici, tecnici e operatori di vario tipo. E l’ infermiera di ieri sera me ne ha dato – non che ce ne fosse bisogno – la conferma. Non era un pensiero di richiamo verso sostanze ma un pensiero rispetto a una persona con la quale ho una relazione che non sta più in piedi e probabilmente non ha più motivo di stare in piedi. Tuttavia lasciarla, mollarla, mi da un senso di lutto che l’ infermiera mi ha letto negli occhi. Io sono certamente solare tuttavia è vero che la sua capacità di osservazione deve essere elevata. Va bene comunque. Ho percepito attenzione empatia e ascolto comunicativo. Tutto questo sta avvalorando la mia capacità di fare le scelte migliori per la mia salute.
- 29 novembre
Non prendo più lo Stilnox e riposo bene. Anche stanotte sulle 22 e 45 ho spento la luce e sulle 6 e mezza mi sono svegliato. Ottimo.
Alla visita del venerdì la Dott. Ssa Marinelli mi ha detto di essersi consultata ieri pomeriggio con il Dott. Carlo Gustavo che le ha detto che aveva previsto per me un ricovero di 15 gg. Per diversi motivi. Sinceramente mi ricordo lui aveva detto al colloquio 10 giorni prima di entrare che sarebbe stato un ricovero breve ma non sapevo quanto, è chiaro. La notizia non mi ha affatto destabilizzato né in un modo né in un altro. Continuerò le mie attività in struttura fino all’ultimo giorno con impegno e costanza, credendoci, perché ora mi sento di nuovo onesto nei miei riguardi e sincero. Ha detto che mi ridurrà il Valium presumo da oggi e il Garbabentin. Le ho chiesto un permesso per andare al bar della struttura per un caffè e me l’ ha accordato. Alle 10 e 35 sono sceso e alle 10 e 50 sono risalito. Il permesso era di 15 minuti. Ho telefonato alla figlia e gli ho detto quel che mi ha detto la Dott. Ssa e che mi sento bene a prescindere. Prima della visita avevo telefonato a mia moglie chiedendole se la posso chiamare stasera alle sette e mezza. Non l’avevo ancora sentita dal giorno del ricovero e vorrei capire come sta, come si sente a casa da sola con nostra figlia, se ha preso qualche decisione in merito a un eventuale separazione oppure se ne hanno parlato, se ci sta pensando e se si aspetta da me delle cose. Credo che la telefonata di stasera sarà anche una verifica personale per vedere se mi salirà rabbia e se saprò gestirla e/o controllarla. Meglio sarebbe non me ne salisse nemmeno un po’ (non escludo affatto la possibilità di non arrabbiarmi per niente) tuttavia il suo fare metodico e lo stabilire delle regole casalinghe è già ri-emerso nella telefonata di stamane, dove mi ha già “avvisato” che dovremo stabilire regole di convivenza ecc ecc. la capisco e la comprendo. E’ una rompicoglioni ma è quella che è. La pesante ricaduta nelle sostanze ha riemerso in lei vecchie paure, lecite. Io chiederò di certo a prescindere un percorso psicoterapeutico individuale e vorrei separarmi da lei. Non so se decideranno di lasciare loro la casa o lo farò io. Ma ci sarà da parlarne. Spero in armonia. Al telefono con nostra figlia ho sottolineato che mi sento sereno e le scelte attuali e lo stile di vita qui mi ha aiutato e mi aiuta a riflettere meglio su chi sono e chi voglio essere. Solo me stesso. Voglio essere ciò che sono. Sto recuperando pian piano il senso del mio valore come persona e il ricovero in struttura ogni giorno, finora, ha presentato un passo in avanti verso quello specchio che riflette la mia immagine. Io, ci sono io. Poi so bene che appena varcherò la soglia della struttura inizierà un altro lavoro. Per ora vivo il presente e sto concentrato su chi sono ora e su quel che faccio ora. Questo vivere alla giornata mi piace e mi da senso e consapevolezza di quel che sono. La ricaduta c’è stata. Forte e decisa. Ha evidenziato e fatto collassare un sistema. Il sistema che mi ero creato che con le droghe (il Contramal prima e la cocaina poi innaffiate dal vino rosso e dal whiskey) ho creduto di sfogare e gestire. Con la cocaina poi avevo perso completamente il controllo sulla mia vita. E il senso della realtà. Fatta in vena ti strania da ogni tipo di realtà, è troppo potente. Non so se avrò richiami e se quando li avrò come li combatterò. So però per certo di avere almeno un alleato. Il non denaro. Cioè, se chiedo a mia figlia, per esempio, di darmi una mano almeno all’inizio dell’uscita dalla struttura sulla gestione del denaro personale sono quasi certo lo farà. Gli spiegherò bene il perché e in questo caso giocherò la carta della domenica sera – quando ho smesso la coca – di averla chiamata subito dopo essermi fatto che mi ha visto chi ero e come stavo e gli ho raccontato (cocaina droga stupida, effimera, cugina povera dell’ eroina) tutto, ma proprio tutto, spese comprese. Vedremo. Sono fiducioso e vedo positivo, per ora.
Sono andato al bar della struttura un quarto d’ora anche oggi pomeriggio alle 14 e 30 fino alle 14 e 45 a prendere un caffè. Prima di scendere ho iniziato a scrivere le schede che il Dott. Misura ci ha dato per il prossimo gruppo di martedì pomeriggio. Anche questo esercizio mi appare interessante e importante e mi porta a conoscenza di me stesso caratteristiche che so di avere dentro ma che compilando le schede e scrivendovi sopra escono, diventano in qualche modo reali, le vedo e cioè mi vedo. Mi conosco meglio. Ora scrivo un po’ al pc e mi rilasso e poi continuo l’esercizio più tardi.
- 30 novembre
Ho dormito (sempre senza Stilnox) dalle 23: 00 alle 6: 00 c.a. Mi sento bene. Nulla da segnalare, anzi, forse si. Un infermiera mi ha detto che a suo parere sono dimagrito. Io penso che lo stile alimentare che ho avuto nei giorni precedenti il ricovero fosse sballato e forse lo Xanax (che mi ha sempre un po’ disturbato), forse i farmaci ri-assunti in maniera regolare che il Dott. Carlo Gustavo mi aveva di nuovo regolato, ma ritengo soprattutto il mio stile alimentare (avevo delle voglie di zucchero e dolci incredibili, con i quali mi saziavo) mi avessero gonfiato irregolarmente. Luciano dice che quando è strafatto riesce a mangiare solo la crema pasticcera. Siamo allineati, è una certezza. Qui mi alimento correttamente. Se prendo la pasta a mezzogiorno la sera prendo il passato. Scelgo per lo più pasta bianca con il parmigiano e verdura cruda (che amo). Le porzioni sono giuste e regolari. Comunque magari chiederò nel pomeriggio una pesata, per pura curiosità.
Mi sono pesato e sono dimagrito due chili. Lo riconosco un fatto positivo e dovuto al corretto stile alimentare della struttura. Ho telefonato a mia figlia e gli ho chiesto se fa una scappata domani pomeriggio sulle quattro. Per vederci al bar una mezz’oretta e per proporgli se mi da una mano all’uscita dalla struttura con la gestione del mio denaro personale. Io chiedo poi vediamo. Motiverò la mia richiesta. Può anche negarsi. Se la vedo in difficoltà penserò ad altro. Ma domani, ci penserò domani. Nel pomeriggio ho parlato con mia moglie che mi ha annunciato che lui e lei non intendono lasciare la casa. Quindi dovremo intanto prendere la scelta definitiva di lasciarci, dovrò iniziare a come fare per mettere da parte il denaro che mi servirà per un eventuale affitto, anche in una stanza, vedrò il da farsi. Intanto è importante che ci siano delle scelte che siano chiare e che mi possa dare obbiettivi, anche temporali. Sono le 21 e 30 di sabato sera e mi manca l’attenzione di una persona. Ma sopravvivo e non ci esco pazzo. Passeranno cose dolorose come ne sono passate altre. Sono stufo di rimetterci sempre io. Sono stufo.
Mi è stato ridotto il Valium di 5 gocce al giorno e il Garbabentin da 300 mg alla sera a 200 mg.
- 1 dicembre
Oramai lo Stilnox è ininfluente. Riposo bene e comunque. Mi sono svegliato alle 5: 00 di pessimo umore. Ho mangiato una mousse di frutta (che è possibile portare in camera) e fumato un paio di sigaretta in sala. Tornato in camera, qualche pagina di un libro e ho dormito fino all’ora della terapia. Mi sono svegliato in gran forma. Rifiorito.
Nel pomeriggio alle 16: 00 è venuta mia figlia a trovarmi. Gli ho proposto di continuare ad aiutarmi nella gestione del denaro. Prima di entrare in trattamento gli ho dato la delega nel mio conto e siccome io e sua madre abbiamo preso la decisione di separarci, nel frattempo come ha fatto in questi giorni del mio ricovero, tenere il mio bancomat e aiutarmi nel non disporre di troppo denaro simultaneamente se non in casi dichiaratamente reali (un viaggio, una spesa di vestiario, ecc.)
Ha accettato volentieri. Il mio rapporto abbastanza franco con lei prima di entrare in struttura ora lo è di più. Non mi sento nulla da nascondere e non corro rischio di raccontare balle o avere atteggiamenti doppi o schizofrenici.
In risalita in reparto ero su di morale ed emozionato di avere parlato così francamente con lei. L’infermiere in guardiola di turno (il Sign. Giacomo) mi ha ascoltato cinque minuti e mi ha fatto piacere sfogarmi. Bene.
- 2 dicembre
Notte trascorsa bene. E’ passata in visita la Dott. Ssa Marinelli. Mi ha chiesto delle mie condizioni, le ho risposto che mi sento a posto. Ha detto che calerà ulteriormente Garbabentin e benzodiazepine e che giovedì mattina alle 9: 30 mi dimetteranno dalla struttura. Il Dott. Carlo Gustavo mi aspetta intorno alle 11: 00
- 3 dicembre
Una buona e serena notte. Con di nuovo sogni di acqua, fiumi spesso in piena. Li sogno molte, moltissime volte. Stanotte una montagna d’acqua. E ho visto mia sorella, l’ ho baciata sulle guance ed era spaventosamente grassa. Vabbè.
Non ho preso Valium né stamattina né alle due. Immagino me ne daranno un po’ stasera. Del resto la Dott. Ssa Marinelli aveva detto che avrebbe iniziato subito a calarlo. Non sono turbato né scompensato. Mi sento bene e forte. Di corpo e di spirito. Consapevole della mia personalità e del lavoro che mi aspetta. Voglio sistemare le relazioni femminili e le relazioni che mi spingono a essere doppio. Vorrei, come ora, assomigliare a me stesso e sentire il senso di accettazione di quel che sono, quel che ho e percepire il valore, il mio. Poi mi rendo conto che il contesto probabilmente facilita questa presa di coscienza tuttavia non è male. Il dott. Misura ha detto che le schede che avevo compilato ieri sul lavoro che abbiamo fatto nel gruppo di stamattina erano di esempio sul come capire cosa lui intendeva. Poi non vuol dire nulla, ma ho vissuto in maniera di complimento il mio intendere “il compito” da svolgere e sto seriamente rivalutando la possibilità di iscrivermi di nuovo a una scuola, un liceo, sul serio però, non come altre volte. Ma, una cosa alla volta. Tuttavia è un pensiero che mi è venuto a seguito del discorso dello psicologo sulla mia capacità di apprendimento e di concentrazione. Oso dire una “sobria” capacità di apprendimento e concentrazione.
Il gruppo di stamattina è andato bene e abbiamo continuato a elaborare il concetto azione reazione uso di sostanze. E ora siamo al punto cosa sarebbe successo se avessi avuto nel momento topico della non gestione delle emozioni una strategia, un comportamento, che mi permettesse di diluire o gestire in altro modo la situazione invece che ricorrere al consumo di sostanze. Continuo a pensare che i miei compagni di gruppo sono fottuti, tempo pochi giorni e saranno di nuovo fritti. Hanno una qualche tipo di speranza, i loro occhi si appannano mentre parlano ma non ci sono storie, sono fottuti.
Ora devo compilare altre schede perché domani pomeriggio dopo la mindfulness faremo il gruppo a favore del fatto che io e un mio collega saremo dimessi giovedì mattina.
- 4 novembre
Ho passato una notte tranquilla. Lo Stilnox non ci penso più, non serve, almeno qui.
La visita stamattina tutto ok. Mi hanno fatto elettrocardiogramma. Ho fatto meditazione di gruppo dalle 14: 50 alle 15: 20 e il gruppo fino alle 16: 30. Tutto bene. Ultima sera. Ho ricevuto tre telefonate dalla moglie ansiosa per i fatti suoi che voleva avere delle conferme da me (non sul consumo di sostanze ma suoi comportamenti “casalinghi”) e che ha detto ti ho telefonato perché ho dell’ansia e tu me la devi far passare. Mi pare incredibile tuttavia ho ascoltato, ho detto certamente, tutto ok.
Mi sono trovato bene a mio agio e ho risolto la notevole confusione mentale che avevo accumulato nei mesi precedenti per un motivo o per l’altro.
continua…